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Le tecnologie tascabili e senza fili finora hanno sempre avuto un limite: l'input dei dati. Pendette che scivolano sugli schermi dei Pda o scomode tastierine numeriche sui telefonini, troppo piccole per spedire messaggi di testo o elaborare documenti. Per risolvere questo problema e realizzare l'interfaccia del futuro degli strumenti portatili, da tre anni 50 ricercatori lavorano nei laboratori di una start-up di Gerusalemme. E il prototipo che hanno realizzato, mostrato in pubblico solo una volta, in occasione dello scorso Cebit di Hannover, ora è pronto ad andare in produzione. “Per il prossimo Natale sarà sul mercato europeo”, assicura Boaz Arnon, direttore e amministratore delegato della Vkb. Il nome della società rappresenta le iniziali di Virtual Keyboard, ma non si tratta di una tastiera virtuale come quelle già conosciute che appaiono sugli schermi Lcd dei computerini palmari o dei telefoni cellulari più evoluti. Le dimensioni e le funzioni sono quelle di una tastiera standard di computer, ma impalpabile, virtuale appunto, perché generata da un raggio laser. Un proiettore ottico delle dimensioni di un pacchetto di sigarette, connesso senza fIli al dispositivo portatile da usare, Pda o telefono cellulare, fa apparire la tastiera dai raggi rossi su qualsiasi superficie liscia. Anche, per esempio, sulla tavoletta ribaltabile di un sedile di treno o aereo, dove mettersi comodamente a scrivere un documento. La griglia di luce infrarossa intercetta le dita dell'utilizzatore, rilevandone la posizione. Si può scrivere alla velocità di 120 caratteri al minuto, a prova di dattilografa. Al tocco di ogni lettera, come avviene quando si tocca un tasto, l'utente percepisce un leggero clic. “Abbiamo creato questo rumore per dare un feedback di conferma, in assenza della tattilità, visto che le mani si muovono su superfici lisce”, spiega Kiony Ueberman, direttore scientifico della Vkb. Ha un dottorato di ricerca in fisica ottica ed già stato fondatore di un' altra società specializzata nelle tecnologie ottiche. Oltre al miniproiettore e ai sensori, ha sviluppato con i suoi ricercatori un chip Cmos speciale, che riceve i segnali dal sistema ottico e li decifra per far apparire i testi scritti sugli schermi degli strumenti portatili. “E' stata questa la parte più difficile da realizzare” –racconta- .Miniaturizzare un chip da incorporare in oggetti tecnologici tascabili, che fosse a basso consumo e a basso costo”. Sono già state realizzate le versioni per i due più diffusi sistemi operativi di Pda: Palm Os e PocketPc. Mentre quella per i telefoni cellulari che aderiscono al consorzio Symbian (Nokia, Sony-Ericsson, Motorola, Samsung, Fujitsu e Siemens) è in via di sviluppo. “Abbiamo già accordi con otto produttori di Pda e cellularl. Ma lavoriamo con ciascun cliente in modo diverso per creare versioni ad hoc - precisa Arnon, ingegnere elettronico, che prima di raggiungere la Vkb era stato direttore delle ricerche alla Unic View, società specializzata in sistemi di videoproiezione e aveva sviluppato progetti di optoelettronica per la Difesa israeliana”. La nostra tecnologia, assolutamente originale, è basata su oltre 20 brevetti che abbiamo depositato. In progetto c'è anche la prossima realizzazione di un mouse virtuale. Intanto la Siemens ha già annunciato la commercializzazione entro la fine dell'anno della tastiera virtuale di Vkb, attraverso la propria divisione Procurement & Logistic Service. Asriel Eisinger, responsabile del prodotto, ritiene che il prezzo per il consumatore si situerà tra i 99 e i 149 euro. La strategia della Vkb, nata nel maggio 2000, è ora impiantata anche negli Usa, nel Delaware, comunque più vasta e punta alla creazione di tutta una serie di innovative interfacce virtuali per il mondo wireless. Co-fondatore, finanziatore, e presidente della società uno dei più importanti venture-capitalist israeliani, Jason Barzilay. In California, già nei primi anni '80, Barzilay aveva creato la Cal-Circuit Sales, che poi si fuse con la Abco, per diventare il più grande distributore indipendente di chip di memoria e periferiche per computer degli Stati Uniti, raggiungendo il fatturato di 4,5 miliardi di dollari nel 1985. Nell'anno seguente Barzilay fu co-fondatore della Packard-Bell, diventata negli anni '90 una delle società a più alto tasso di sviluppo sul mercato dei personal computer. Poi, nel '93, ha fondato Reveal, specializzata negli Usa e in Europa nelle periferiche per computer. E nel '97 ha creato la sua società di venture capital, Argoquest, con il quartier generale a Los Angeles e una sede a Herzliya, vicino aTeI Aviv, in Israele, che ha già investito in 60 start-up {tra cui Brigthcom, CornSense, Packet Technologies, Way2Call). In gran parte sono giovani società destinate anche a sviluppare l'infrastruttura tecnologica avanzata di Israele, nei settori delle telecomunicazioni, di Internet e in particolare delle tecnologie ottiche e wireless. |
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