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A volte può accadere aprendo la
nostra posta elettronica di trovare messaggi non richiesti da parte di persone
che non conosciamo e a cui non abbiamo dato il nostro indirizzo; è questo il
fenomeno dello spamming, termine inglese che indica la pratica di inviare
messaggi di posta elettronica non richiesti o non voluti a utenti del cui
indirizzo di posta si è entrati a conoscenza senza il loro consenso. Lo
spamming ha suscitato molte reazioni a livello giudiziario. Esiste una corrente
di pensiero che difende lo spamming sostenendo che diffondere messaggi
pubblicitari è un diritto in quanto rientra nella libertà di espressione e se
il messaggio è diffuso professionalmente rientra nella libertà d'impresa.
D'altra parte questa interpretazione è fortemente contestata da coloro che,
invece, vedono nello spamming una violazione palese alla privacy della persona. |
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In realtà la situazione non può essere schematizzata in modo così semplicistico, infatti la libertà di espressione e di comunicazione è sottoposta a regole riguardanti il rispetto dei limiti di ordine pubblico e buon costume; inoltre ci sono altri vincoli: |
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Sono stati svolti diversi dibattiti
per introdurre regole che proibiscano e regolino lo spamming, in Italia una
soluzione parziale al problema spamming è stata trovata con il recente D.lgs
171/98 in materia di tutela della vita privata nel settore telecomunicazioni. |
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La legge 675/96 art 13 attribuisce all'interessato al diritto di opporsi al
trattamento dei suoi dati personali per l'invio di materiale pubblicitario;
quindi in un futuro molto vicino sarà necessario per inviare tali messaggi
pubblicitari ottenere il preventivo consenso dell'interessato a meno che non si
possa invocare una delle condizioni di esonero previste dall'art 12 legge
675/96. |
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